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Maya Discovery 2017 – Viaggi Avventure nel Mondo

Il concetto di Xibalbá fu conosciuto principalmente per la descrizione che ni venne fatta nel Popol Vuh (Pop wuy in quiché), la cui traduzione sarebbe Libro del Consiglio o Libro della Comunità, scoperto in epoca posteriore alla conquista spagnola nel XVIII secolo, tradotto in latino da frate Francisco Ximénez da una prospettiva cattolica. Quì lo Xibalbá viene associato al concetto di inferno cristiano. Per la mitología maya lo Xibalbá non era l’inferno, ma rappresentava la morte e la malattia, viste come parte dell’esperienza umana e non come castigo. E’ più corretto riferirsi allo Xibalbá come all’inframondo. D’accordo con la mitologia, l’inframondo maya era governato dai dodici dèi della morte, conosciuti come i Signori di Xibalbá.

La loro corte si trovava sotto la superficie della terra ed i regnanti principali erano Hun-Camé (Uno-Morte) y Vucum-Camé (Sette-Morte). Il resto dei signori erano demoni che lavoravano di due in due; ogni coppia incaricata di uno specifico tipo di tormento umano: la malattia, la fame, la paura, l’indigenza, il dolore e la morte. Gli altri abitanti di questa civiltà subacquea erano schiavi stregati dei demoni. Ai governanti dell’inframondo si rendeva culto e gli si offrivano sacrifici. Senza dubbio, durante i periodi di secca più intensi, le offerte erano più che elaborate e includevano anche sacrifici umani.

Cenotes: L’inframundo, un vero paradiso

Xibalbá è in realtà un incredibile labirinto di fiumi sotterranei che irrigano la penisola dello Yucatán (regione che scarseggia di fiumi e laghi). La nascita di questi bacini d’acqua avvenne per una serie irripetibile di fenomeni naturali: la pioggia erose lentamente il letto della pietra calcárea formando grotte sotterranee. Con il tempo le volte delle caverne cedettero e lasciarono all’aria le cavità che vanno da piccole grotte a complete reti di tunnel. Questi portali sacri sono conosicuti con il nome di “cenotes”, una trasliterazione dallo spagnolo della parola maya dzonot.

Esistono mille entrate all’inframondo Xibalbá che si nascondono fra la natura rigogliosa dello Yucatán. I maya credevano che i pozzi sotterranei di acqua dolce disseminati per il territorio fossero i portali sacri verso l’inframondo. Le grandi città maya di Chichén Itzá e Maypán, così come altre città minori, si trovano strategicamente situate vicino a cenotes, cosicché non era solo parte dell’inframondo maya, ma anche principale fonte di acqua potabile. Attualmente la zona è al centro di un progetto di ricerca archeologica subacquea che sta studiando e realizzando mappe delle grotte. I subacquei hanno incontrato resti di esseri umani, animali, piatti e altri segni di sacrifici agli dei.

Lo Yucatán offre un’infinità di paradisi

Yokdzonot. A pochi chilometri da Chichén Itza si trova questo fantastico Cenote a cielo aperto nel quale è possibile fare il bagno, gestito da una cooperativa locale. All’interno troverete anche un ristorante. Ideale per rilassarsi dopo la visita alle rovine di Chichén Itza.

Parque X’Kekén. All’interno del parco potrete visitare due cenotes. Dzitnup è una grande formazione calcarea con stalattiti che scendono dal soffitto. La piscina illuminata artificialmente è perfetta per la balneazione. Poco distante, all’interno dello stesso parco, trovate il cenote Samulá, una bella piscina naturale all’interno di una grotta con radici di alamo che pendono dall’alto di parecchi metri.

Xcacel-Xcacelito. A pochi passi dalla spiaggia di Xcacel-Xcacelito, luogo di un importante sito di nidificazione delle tartarughe caretta-caretta, si trova un piccolo ma accattivante cenote a cielo aperto nel qual bagnarsi, accerchiati da un rigogliosa vegetazione. Non ci sono locali dove mangiare né la possibilità di alloggio su questa spiaggia all’interno della riserva. L’ingresso è libero; è gradita un’offerta ai volontaria che si occupano della manutenzione della spiaggia.

Dos Ojos. Uno dei sistemi più estesi di grotte del mondo si trova proprio in questo parco. E’ organizzato da una comunità maya locale come progetto di turismo sostenibile, il parco offre escursioni guidate di snorkeling ed immersioni, in alcune straordinarie grotte subacquee, nel corso delle quali si scivola fra stalattiti e stalagmiti illuminate, fino a raggiungere la suggestiva cueva de los mursielagos (caverna dei pipistrelli). Escursione raccomandata per gli amanti dello snorkeling e degli luoghi dall’atmosfera sovrannaturale.

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